Da una domanda produttiva, ne viene fuori una risposta produttiva: (parte di una lettera che ho risposto ad una mia cara amica)
“Vorrei capire da dove è partita questa tua passione a ricercare il benessere del ”vivere adesso” tu che eri proiettato in un futuro ”programmato” dalla chiesa e da tutte quelle credenze che ti hanno portato ad arrivare a ciò,e adesso a mettere in discussione tutto il tuo passato? sono convinta che queste tre cose’ passato, presente, e futuro, vivono in simbiosi l’uno con l’altra,e anche se ci metti tutta la buona volontà,di vivere nel presente, sia passato che futuro saranno sempre lì a crearti dubbi, e incertezze, sul cammino della vita che stiamo percorrendo”.
<<Su cosa mi abbia portato a mettere in discussione tutto quel mondo, che era soltanto una impalcatura sorretta da convinzioni, credenze e speranze basate su promesse di “redenzione” futura è stato il fatto che tutto quel mondo è crollato di seguito a molti avvenimenti.
Prima di tutto sono cominciati in me a sorgere domande da alcuni anni prima che lasciassi il mio incarico ecclesiastico. Il punto di rottura è stato quando il mio matrimonio è finito e lì il mio mondo si è interrotto. Ricordi il mio articolo che parla delle strutture rigide, strutture mentali che sono tanto rigide che qualsiasi tremore improvviso può spaccarle?. http://www.selfspiritual.com/2009/09/strutture-rigide/
Ricordati… la speranza di un “paradiso” futuro, crea un “inferno presente”. Il paradiso lo si deve imparare a vedere adesso o mai. Il resto è illusione.
Dopo il disastro c’è però la ricostruzione… questi “disastri” accadono anche in natura e sono necessari per dare luogo a nuova vita.
Ricordi l’esempio del lago?
Scendere “verticalmente” nello spazio del momento presente, ti permette di guardare, dalla profondità, il moto delle onde senza però essere portato di qua e di là dalla onde.
Non c’è nessun tipo di scappatoia se ti vuoi muovere “orizzontalmente”, (attraverso il passato o il futuro), quando sei in mezzo all’oceano , in balia delle intemperie(le situazioni della vita)… tranne che andare in “profondità”, verticalmente, dentro te stessa, dentro al tuo corpo, sentendo le sensazioni che si riflettono nel tuo corpo. L’unica scappatoia è lì, nel posto in cui ti trovi.
NON C’E’ SCAPPATOIA NEL PASSATO, cercando di risolverlo. Quanto più ti addentri nel passato, ti accorgi che non trovi mai il fondo, non c’è una fine, trovi sempre dell’altro e sei sempre in “balia delle onde”.
NON C’E’ SCAPPATOIA NEL FUTURO. Passato e futuro sono materiale dello stesso “oceano”. Il futuro proiettato dalla mente non è altro che una replica di ciò che è stato, (secondo le tue convinzioni, credenze e modo di vedere il mondo), le tue esperienze vissute in passato.
IL PRESENTE?. No esiste il presente nel tempo. Il presente lo si percepisce come un “mezzo per arrivare a…” e generalmente non lo si vive a fatto.
Il momento presente, l’Adesso, non appartiene al tempo. È soltanto “spazio” nel quale c’è un contenuto (le situazioni della nostra vita, le cose che ci succedono o che abbiamo) che si evolvono e trasformano continuamente.
La simbiosi esiste soltanto tra ciò che chiamiamo passato, la nostra storia ed il futuro, (che non è altro che un’altra storia proiettata dalla tua mente).
È impossibile abbandonare totalmente il passato quando la nostra identità deriva da esso. Quanto tu sei il “tuo passato” non potrai mai liberartene. Perché?… perchè non c’è forza psicologica più grande di quella di evitare di mettere in discussione la tua propria identità basata sul passato.
Da cosa capisci che ti stai identificando col tuo passato?.. basta solo domandarti : “chi sono?” e subito ti cominciano a venire in mente i tuoi ricordi, ciò che hai fatto o non fatto, i tuoi errori, i tuoi pregi, ciò che ti hanno fatto, ciò che tu hai fatto ad altri, i tuoi “titoli”, il tuo lavoro, il tuo contesto familiare, la tua nazionalità, il tuo colore di pelle, la tua età, la tua macchina, la tua casa, il tuo quartiere, e così via…
Come uscire fuori da questa identificazione falsa? Devi uscire dal “tempo” ed approfondire nel eterno Qui e Adesso, l’unico punto fuori dal tempo.
Questa cosa la puoi scoprire entrando proprio dentro il tuo corpo, sentendo le sensazioni fisiche delle emozioni che stai sperimentando adesso: frustrazione, il “non capisco cosa mi succede”, insoddisfazione, sentirti incompleta, il “starò bene soltanto quando questo o quello cambierà”, ecc.
Vedi questo moto di emozioni che non ha mai fine, proprio come le onde in mezzo all’oceano. Tutte queste emozioni hanno una relazione col tuo passato o col futuro (che non esiste perché è soltanto una proiezione mentale)
Sentire, e rimanere all’erta, contemplando le tue emozioni è meditare. Meditare è non altro che osservare il moto di pensieri, le emozioni e lasciarle ESSERE ciò che sono in quel momento.
Vedrai che lì non perderai la nozione del tempo o l’orientamento per sapere cosa fare o non fare. Tutto il contrario, avrai la mente completamente pulita, libera, rilassata per decidere cos’è meglio fare, libera dal condizionamento con passato e futuro ma Qui e Adesso.
Marcello – http://www.selfspiritual.com





















