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Alcune domande di Claudia: Bisogno di tempo per sentire pace?

Sono cose vere quelle che racconti ma il dolore non è proprio come un vestito  che ti togli e ti metti, ma spesso è piuttosto come se fossi sotto acqua, e ti manca l’aria, o come avere una pressione troppo pesante sul petto, un nodo alla gola, un pugno nello stomaco, il buio attorno alla mente che non vede luce e non puoi più ragionare, è come immagino nel isolamento in una carcere, c’è una parte di te che vuole migliorare , sconfiggere gli ostacoli, eliminare il blocco e un’altra che che accetta come con rassegnazione. Sciogliere la guerra e la confusione che si ha dentro e trasformarle in pace è spesso una fatta morgana, Sentire la pace in te non è come dicono nei corsi o nei libri o nei blog, la differenza o la distanza fra la teoria e la pratica è uguale alla distanza /differenza fra inferno e paradiso (per modo di dire); Meditare fa bene ma fermarsi a meditare in mezzo al torrente che ti trascina di qua e di là a volte è difficile e per che la  meditazione funzioni bisognerebbe essere conseguenti, farlo ogni giorno…ma quando ti alzi per andare a lavorare alla 5:30- 6 e rientri a casa alle 22:00 se anche ti metti a meditare
ti addormenti da seduto….come si fa per non addormentarsi?

Claudia,  la meditazione non puoi farla quando hai tempo libero. Meditare è, in poche parole, osservare la mente. Osservare la mente non è una pratica da fare ma soltanto la consapevolezza di ciò che è in questo momento, possiamo dire… ciò che si muove dentro di te adesso. La nostra mente crea il dolore, i nodi in gola o il pugno nello stomaco. Queste emozioni sono mantenute da pensieri che contengono tutta la nostra storia passata ed il futuro immaginato. Se tu riuscissi a lasciare dietro tutto il tuo passato ed a smettere di immaginare un futuro peggiore, queste emozioni come ad esempio il dolore o i nodi in gola, non avrebbero più sostanza, scomparirebbero.

In questo momento, non esistono passato ne futuro. Passato e futuro esistono soltanto nella mente umana. Certo che abbiamo bisogno di ricordare il passato, perché abbiamo imparato cose nel passato e abbiamo bisogno di ricordarle per applicarle adesso. Abbiamo bisogno di futuro perché i nostri progetti sono realizzabili nel futuro. Il progetto però è immaginario, anche se scritto in un foglio di carta. Quindi anche il futuro è immaginario… sempre. Il futuro non ha sostanza reale, ma è una “proiezione su di una tela bianca in qualche angolo della mente”.

Spesso il passato ed il futuro hanno più forza di noi, hanno più forza del momento presente. Come possiamo capire questo?. Semplicemente accorgendoci che il senso di colpa, la rabbia, il pentimento, la convinzione che “Io sono ciò che ho fatto o ciò che possiedo” ci tolgono libertà per agire adesso, (cioè, il passato vive in noi), oppure, la paura, l’ansia non ci permetto di andare avanti, (il futuro vive in noi).

Accorgersi di questo processo è meditare… Questo è meditare Claudia.

Tutti abbiamo vissuto almeno una volta nella nostra vita, qualche momento di illuminazione. Cioè, quando qualcuno ci ha detto qualcosa che ci ha lasciati “senza parole” perché ci ha fatto capire qualcosa di trascendentale. Oppure è successo qualcosa che ci ha fatto comprendere ciò che 20 anni di scuola non avrebbe mai potuto insegnarci. Quella sensazione è per il fatto che siamo stati forzati a guardare in faccia la realtà, ciò che in condizioni normali non avremo mai guardato, per il fatto che raramente siamo “presenti” in questo momento, nell’adesso… l’unico luogo in cui la vita si manifesta..

La mia domanda è: deve per forza succedere qualcosa per che possiamo avere quel “lampo di comprensione” o possiamo imparare ad entrare volontariamente in quel regno di comprensione che va aldilà della mente? La pace?… non la puoi mai raggiungere nel futuro. E meno ancora attraverso concetti mentali come ad esempio: “soltanto quando accadrà questo o quello nella mia vita allora si che sarò in pace…”, oppure, “cosa deve succedere o cosa devo avere perché io trovi veramente la pace?” (la stessa illusione di un futuro immaginato risponderà a questa domanda…)  La vera pace la si può sentire indipendentemente dalle circostanze esterne, quando lasci “essere” il momento presente così com’è… e lo osservi, lo contempli e lasci che la quiete dentro di te noti ciò che accade nello spazio di questo momento. Mentre stai lavorando, o in qualunque circostanza, accorgiti della vita che circola dentro il tuo corpo. Accorgiti di come si espande e contrae il tuo petto ad ogni respiro. Questo ti permetterà di esperimentare che tutte le strutture mentali che tengono vivo il dolore, smettono di funzionare. Solo lì puoi sentire che la pace era già lì da sempre… era soltanto coperta da “rumore” mentale.

Marcello.

Ciao Marcello, non sono mai riuscita a capire un paio di cose. La prima me l’ha portata in mente qualcosa che tu hai detto sopra e cito: “in questo momento non manca mai niente” Quello che non capisco io è questo. Mettiamo che io sono un bambino di 3 anni , vivo in Angola, non ho una casa, e in questo momento(come da 3 giorni) non ho niente da mangiare, ho un buco sullo stomaco dalla fame e il dolore fisico x la mancanza di cibo sta diventando insopportabile. Come si fa a dire che questo momento non manca niente? La stessa cosa vale anche per una persona che sta patendo in questo stesso momento di adesso, il freddo, la sete, violenza fisica, tortura  etc etc.
Poi la seconda cosa che non sono mai riuscita a capire che ha a che fare con la legge dell’attrazione che ho sempre applicato (sin da piccola senza saperlo, e che poi guardando indietro ho potuto costatare con stupore che tutta la mia vita è la manifestazione indiscutibile di ciò che ho avuto dentro, nei pensieri e nelle emozioni), la seconda cosa , quindi è questa: premetto che secondo  mio avviso la legge dell’attrazione è indiscutibilmente una legge universale, ciò che non capisco è come fa ad applicarla lo stesso bimbo di Angola, che a 2 anni muore di fame..? Mi sai illuminare su questo? grazie attendo una risposta. A presto

Claudia, Per risponderti alla prima forse basterebbe risponderti soltanto alla seconda. Perché la legge d’attrazione funzioni, bisogna sentire l’abbondanza già qui e ora. Ecco perché QUI E ORA, in questo momento, adesso, non manca mai niente.

Molti cercano di attirare le cose partendo dalla sensazione di bisogno e quindi dicono: “Devo mettere in pratica ciò che il film “The Secret” dice, quindi devo immaginare di essere già in possesso di questo o quello. In questo momento mi manca quella cosa, sento la mancanza. Sento che per essere ricco devo possedere quella cosa…”, ecc, ecc. Metti nel futuro l’oggetto della tua felicità e questa felicità diventa la tua “carota” che non potrai mai raggiungere. Quando tu puoi esperimentare la vita, cioè, vivi qui e adesso, esperimenti una sensazione di abbondanza e pienezza che nessuna frase o parola possono spiegare, pur vivendo situazioni giudicate di estrema povertà o dolorose.

È certamente facile a dire, lo so… Infatti, la nostra mente ha un potere enorme, come un fiume in piena, se siamo sommersi dentro a quel fiume. Veniamo facilmente trascinati a sperimentare dolore e tante altre brutte emozioni. Ma se ne usciamo fuori, quel “fiume in piena” segue il suo corso e noi siamo lì a guardarlo senza essere coinvolti. Osserviamo il movimento mentale, le emozioni e sensazioni, senza rimanere aggrovigliati in essi.

Tutti coloro che hanno esperimentato una morte apparente e poi rianimati e ritornati in vita, raccontano di aver esperimentato una pace indescrivibile e quasi tutti perdono la paura alla morte. Quella pace che possiamo anche sentire quando tutto il nostro mondo, il mondo materiale sembra crollare, e ciò accade nel momento della morte senza possibilità alternative… Tutto ciò che credevamo “essere” scompare completamente, ma ciò che realmente siamo rimane ancora lì intatto. E… noi siamo quiete, pace, amore, compassione, perdono, gratitudine… tutte “cose” che non sono cose, non hanno forma… sono spazio senza limite… questo siamo noi. In questo risiede il concetto che “tutti siamo uno”.

L’opportunità di vivere quella pace non è soltanto per chi sta morendo o per chi ha perso tutte le possessioni. Anche chi ha tante possessioni ma è consapevole che lui o lei non è più di altri perché qualcuno ha scritto in un pezzo di carta che quella cosa è attaccata al suo nome. Lui o lei non è identificato con ciò che vede riflesso nello specchio ogni mattina ma con la sensazione di vita che vive dentro di se. E questa sensazione di vita e di completezza può essere vissuta dal senzatetto piuttosto che dal ricco, o viceversa, senza distinzione. Dal punto di vista del “mondo materiale” a quel bambino mancano molte cose.

Quando, per ottenere qualcosa parto dalla mia sensazione di bisogno, probabilmente ottengo ciò che mi sono proposto, ma le mie azioni per ottenere ciò che voglio creano dolore e altri problemi su di me e sugli altri. Queste azioni contaminano la nostra psiche ed il riflesso di questo è la contaminazione ambientale che possiamo vedere attorno a noi in maggior o minor grado a seconda del posto in cui viviamo. Quel bambino muore di fame grazie a che molte azioni sono state fatte in nome del “bisogno”. Tu potrai dire: “che bisogno hanno i potenti per accumulare più ricchezze a discapito di chi ha sempre meno?” Questo è il bisogno di “essere” attraverso il possedere, attraverso le conquiste, attraverso l’aver fatto… “quanto più ho, più sono” Tutto ciò che facciamo quando viviamo qui e adesso, lo facciamo mossi da gratitudine, compassione, pace, amore, perdono, quiete… da ciò che veramente siamo. E questo non danneggia gli altri, non crea dolore.

Quel fiume di cui parlavo prima, probabilmente ti ha trascinato a sentire rabbia o disdegno riguardo ai potenti nominati prima. Osserva questa rabbia, disdegno o qualsiasi altra cosa provi dentro di te in questo momento e potrai con questo contribuire veramente alla trasformazione del mondo.

Marcello

 

Forse mi hai frainteso Marcello. Io non parlo dal mio punto di vista come osservatore della realtà del bambini di 3 anni di Angola, ma parlo dal punto di vista del bambino stesso. Se io fossi quel bambino di 3 anni che non sa niente della legge di attrazione,  né sa niente dei “potenti del pianeta ” né sa niente di niente perché a malapena parla, e l’unica cosa che sa(so)è che ho fame e che mi fa male lo stomaco, e non sa neanche che morirà di fame fra qualche giorno(quindi non si proietta nel futuro),non ha un passato articolato come un adulto, non ha nessuno più grande accanto che gli possa insegnare niente e non sa neanche che cosa la consapevolezza sia, io chiedo : quel bambino (che è ugualmente una espressione del Dio universo Amore Consapevolezza e Conoscenza Assoluta) come me, come fa lui a espandersi, a evolvere il suo Essere manifestare il divino che c’è in lui, se fra 2 giorni è morto, non avendo fatto altro che soffrire per i 3 anni di vita che ha avuto e essendo troppo piccolo per diventare una consapevole espansione dell’Universo. Cosa ha imparato il suo spirito, senza ego perché il suo ego non era ancora definito per l’età di 3 anni? tutti parlano dal punto di vista degli adulti, che hanno vissuto, imparato, esperimentato, etc etc ma io non capisco un bimbo che muore a 1, 2 o 3 anni o addirittura prima come fa il suo spirito a estendersi etc se appena entrato nel mondo materiale(il laboratorio della Conoscenza e del Amore puro e assoluto dove si manifestano in materia l’astratto Assoluto Del Tutto)se appena entrato ne esce subito…? Questo non capisco io! Tutte queste belle cose si dicono nei corsi sono valide per un adulto, ma un neonato/un bimbo che vive un po nel mondo egoico già fatto e governato dalle leggi folli del ego, soffrendo e subendo cose fatte da altri, che poi muore subito, quindi non ha la possibilità di crescere, ne tanto meno di arrivare alla consapevolezza….Cosa è venuto a fare in questo mondo, se è vero che il mondo fisico è una manifestazione del Astratto Assoluto Amore infinito del Universo e della Mente di Dio. Vorrei tanto capirlo. Sopratutto quando la sua morte non è nemmeno saputa da nessuno, quindi non compie nessun ruolo nei confronti di altri o di altro. Questo secondo me è il punto dove tutte le teorie spirituali fanno acqua, a parte forse il buddismo che parla di karma trascendentale…Ma neanche   quella non risponde al completo, che secondo me Se Dio è amore e conoscenza assoluta(come io credo che sia) nascere ancora portando avanti le “colpe” del passato finché non impari e metti a posto il tuo spirito sarebbe un gioco crudele tipo quelli sul pc, dove non vai al livello superiore finché non hai passato tutte le prove di questo livello, e se continui a non passarle, viene fuori “game over” e devi ricominciare da capo dal livello 0 però, non dal livello a cui eri arrivato, e questo secondo me anche dal punto di vista dell’espansione del universo è controproducente oltre ad essere crudele. quindi se così fosse sarebbe assurdo e in contro al Amore ed espansione universale della Mente di Dio dentro cui noi viviamo e che vive in noi. E se lo stesso fosse così che ruolo potrebbe avere la morte fisica di un bambino di 1, 2, o 3 anni, pur mettendo che abbia “del karma” da sistemare; sarebbe più logico che vivesse per poterlo fare ,non che morisse così presto…Comunque la giri sempre incomprensibile rimane…per lo spirito del bambino stesso intendo, non per gli altri.
Ciao Grazie

Claudia, in ogni lezione, l’oggetto da imparare è aldilà di ciò che in realtà leggiamo o ascoltiamo. Le parole frammentano quel Tutto al quale fai riferimento. Nello stesso modo è impossibile comprendere mai l’infinità dell’universo attraverso un episodio isolato o attraverso parole. La giri come la giri sempre incomprensibile rimane…. Persino la parola “infinito” è un concetto finito, e cioè, un modo in cui la nostra mente possa inglobare in poche lettere qualcosa che non è una “cosa”.

Nello stesso modo, la vita che vediamo coi nostri occhi, è anch’essa un’astrazione. La realtà è incomprensibile alla nostra mente che ha imparato attraverso immagini, concetti, classificando eventi e cose come buone o cattive, ecc.

Per noi è un’ingiustizia vedere che un essere innocente soffre e muore di fame, ma (questo episodio) non potrebbe essere in un altro modo, visto che la semplicità del Tutto ha prodotto ciò che adesso E’, cioè, questa realtà in questo momento. Non esistono eventi isolati ma tutto è interconnesso. Nello stesso modo nel quale una parola, un concetto, un libro, una religione non possono mai spiegare il Tutto, il bambino che muore di fame è parte del tutto e per noi è incomprensibile questo fatto isolato. Un episodio isolato è comprensibile soltanto in parte.

Aldilà di quel evento, c’è una intelligenza superiore che è al comando. È una cosa cattiva quando un fiore marcisce o quando un animale viene ucciso dal suo predatore?. L’animale, il fiore, il bimbo, ogni adulto, ogni forma soggetta a nascita e morte hanno un certo grado di consapevolezza ognuna diversa dall’altra ed ognuno ha il tuo tempo per capire. Noi stessi abbiamo vissuto centinaia di volte esperienze simili senza però aver capito fino in fondo la lezione. Noi abbiamo però sempre un’altra opportunità, o così sembra. Il bimbo di cui parli sembra non averne altre possibilità…

Ciò che voglio dire è che il bimbo e la sua breve storia è soltanto ciò che i nostri sensi percepiscono e se stessimo lì in quel luogo con un container pieno di cibo e provviste, cercheremo evitare la sua morte e quella di tutti i suoi simili. Ma noi non siamo lì e nascono così una sensazione d’impotenza e dispiacere. Ma quando il bimbo muore, muore in lui tutto ciò che lui non è. Lui è (come tu descrivi) “Assoluto Amore infinito del Universo e della Mente di Dio” e con la morte fisica non smette di esserlo. La sua forma fisica si dissolve ed il suo spirito, la sua coscienza, può prendere forma in un altro essere, rinascere ed avere altre possibilità di crescere in consapevolezza. Sono contento di ricevere le tue profonde domande e non esitare di scrivermi ancora.

Marcello

Ciao Marcello,
Le tue osservazioni sono molto profonde e molto veritiere e sono d’accordo che con la nostra percezione limitata non si può capire l’illimitato ma comunque avrei voluto capire o almeno intravedere un pò di luce in questo tema  buio. Cosa potrebbe mai imparare uno spirito in meno di un anno di vita..? Grazie a presto.

Claudia, il suo spirito fa parte di una unica vita eterna alla quale facciamo parte tutti e tutto. Quella coscienza prende forma; un anno o novanta nel mondo che possiamo percepire coi nostri sensi, ma è eterna dal punto di vista della vita che sorregge tutte le creature e le cose di questo mondo.

Marcello.

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