Caro Marcello, ho letto una tua e-mail e ho scoperto che sei religioso, che hai sempre confidato in Dio, che sei vegetariano, che nella tua vita ti sei trasferito più volte, hai parlato di molti problemi. Era come se tu stessi parlando della mia vita, con la sola differenza che tu ne sei venuto fuori, ed io navigo ancora nella disperazione più totale. Confido in Dio giorno dopo giorno. Io non ho un lavoro fisso, devo automantenermi, ho problemi di memoria, autostima, mi reputo poco intelligente perché quel poco che imparavo non ho mai avuto la possibilità di ricordare. Un giorno ho chiesto un consulto ad uno psichiatra, per capire se in me c’è qualcosa che non va. Mi ha risposto che mi comporto come se avessi dei sensi di colpa e che per curarmi avrei dovuto fare delle sedute a pagamento. Chiaramente non l’ho potuto fare per mancanza di denaro. Già dall’infanzia non ho avuto molte amicizie, il perché non l’ho mai capito, ma dopo un pò di tempo si allontanano. Come posso pretendere di ritrovare la mia autostima e per giunta non riesco a concentrarmi, quando leggo (anche qualcosa di importante) devo leggerlo e rileggerlo più volte per capire, e anche quando ho ben capito il più delle volte lo dimentico?.
Secondo te sono grave? Riuscirò un giorno a guarire?
Risposta: Ero religioso, sai… religione e spiritualità sono due cose diverse. Adesso confido in Dio ma diversamente (so che Dio non può essere in cielo, ma dentro di me e di ognuno di noi).
Credo che sia normale per molti, dover rileggere qualcosa più volte per capire di più. Succede anche a me. Alcune persone hanno più facilità di comprensione, altre di meno, ma capita a tutti che, rileggendo e rileggendo, tutto diventa più chiaro di prima e si capiscono altre sfumature del discorso che prima non si erano notate. Tutto ha una soluzione.
Il problema diventa tale quando vogliamo mettere insieme tutta la nostra storia, unita alle nostre ansie e paure. Passato e futuro che fa parte della nostra identità. Se alcuni episodi del passato vengono considerati brutti allora noi siamo brutti (secondo la falsa identità basata sul passato e sul futuro), la nostra vita è brutta ed insopportabile, come il ricordo stesso… Ma si può vivere cosi?
Non credi che sia possibile lasciare dietro il passato per sempre e che questo passato non ci condizioni più adesso?
Prendi una cosa per volta. Comincia a notare come quelle reazioni interne che ti fanno sentire male, siano indipendenti dalla tua volontà. Comincia a notare come il passato appare, o sembra apparire, più importante e potente del momento presente… NOTARE QUESTO E’ GIA’ COME ANDARE MILLE PASSI IN AVANTI.
Immagina se un giorno la tua carta d’identità, la tua patente e la tua carta di credito, iniziassero ad avere vita propria! E si licenziassero dal tuo lavoro e cercassero di trasferirsi altrove, e mandassero a quel paese i tuoi amici e parenti, prendessero decisioni per te, ecc… Accetteresti ancora che tutti questi pezzi di carta e plastica ti rappresentino? Non credo proprio.
Pensa… questi pezzi di carta non sono assolutamente dinamici. Rimangono così per anni, finché un giorno ti chiedono di rinnovarli, di stampare un’altra tua fotografia, che rimarrà ancora lì forse per u ‘altro decennio, finché non dovrai rinnovarla nuovamente.
Sei ancora tu quella persona che vedi nella foto della tua carta d’identità o sei ormai cambiata?.
Hai ancora lo stesso stato mentale e emozionale?
Direi che quella carta d’identità sta soltanto segnalando dov’è che ti si può trovare o quando e dove sei nata, quanto sei alta, il colore dei tuoi occhi… tutto qui.
Chi invece tu SEI, non può essere descritto in un pezzo di carta. Quel pezzo di carta quindi è un’astrazione, è limitato, giusto per non dire che è falso. Descrive soltanto ciò che appare in superficie.
Nello stesso modo, le parole, i giudizi, le tue considerazioni su te stessa, le tue convinzioni e tutto il resto che si muove nella tua mente, può essere considerato come non completamente attendibile, come falso.
La tua identità (ciò che tu credi di essere, basata sul tuo passato) è soltanto una immagine distorta di ciò che sei realmente adesso. Un minuscolo aspetto dello di ciò che hai percepito nel momento in cui hai vissuto gli eventi che ricordi, gli eventi che tu ritieni siano parte della tua identità.
Cosa accadrebbe se le autorità richiedessero che tu scrivessi nella tua carta d’identità (supponendo che ci sia lo spazio per farlo), tutta la tua storia, ciò che fai quotidianamente, i tuoi sbagli, le circostanze che ti danno fastidio, ciò che ti hanno fatto, ciò che tu hai fatto agli altri, ecc. e dovessi esporre questa carta d’identità ogni volta che questa ti venisse richiesta, ogni volta che dovessi andare a fare una pratica di qualsiasi natura e ti venisse richiesta una fotocopia del tuo documento d’identità, sarebbe questo un qualcosa di utile e coerente? Saresti veramente tu quella persona che viene descritta in quella carta d’identità? Sarebbe un pochino esagerato andare in giro con tutto il tuo bagaglio di passato, di azioni, omissioni, danni subiti o inflitti ad altri, ecc.
Credimi, noi andiamo in giro per questa vita, mostrando quella falsa identità, non scritta in un pezzo di carta (magari fosse soltanto questo), ma incastonata dentro la nostra psiche, sparandola in tutte le direzioni come fossimo una stazione radio che non smette di trasmettere il suo messaggio.
Allenati nel notare questo, poi porta la tua attenzione alla sensazione fisica che quest’emozione ti provoca. Porta la tua attenzione a ciò che avviene dentro di te.
La verità è che tu non sei le tue emozioni, le reazioni emozionali ma sei colei che dovrebbe soltanto osservare queste reazioni. Il “problema” avviene quando ti sommergi interamente nelle emozioni provenienti da strutture mentali ereditate o acquisite nel passato. Questo passato che ti dice chi “tu” sei.
Datosi’ che non puoi cambiare il passato, questo fatto ti fa sentire “inguaribile”, ormai “senza speranza”. Ma allora perché conservi questo dolore dentro?… perché, bene o male, sapendo chi sei (secondo la voce di quella identità falsa) almeno hai una identità.
Non importa a questo punto se l’identità è quella di vittima, di sfigata, di inutile, il contrario di tutto ciò o di qualsiasi cosa tu possa immaginare di essere.
Inizia a renderti conto di questo. Comincia a prendere consapevolezza di questo.
Non sperare che nel “futuro” arriverai a liberartene, perché questo “sperare” è un altra trappola di quella identità falsa di cui ti parlavo prima. Questo sperare non è altro che un’altra attitudine di questo falso essere che alloggia in te, che ha bisogno di “futuro” per sentirsi vivo.
Non c’è un’altra uscita che “Qui e Adesso”. Questo concetto non lo puoi capire con la mente quindi non preoccuparti se non lo hai capito ancora. Nel punto in cui ti trovi e soltanto in questo momento puoi approfondire ed uscire dalla superficie movimentata di quest’oceano che è questo aspetto della vita, l’aspetto in cui le forme nascono e muoiono, in cui c’è tutto questo movimento… come nella superficie del mare.
Riassumendo: dai attenzione piena alla sensazione fisica di disaggio che sperimenti in ogni momento, anche con le sensazioni gradevoli, in modo tale che cominci a portare coscienza alle tue emozioni e comincia ad accorgerti di “colei che osserva”, cioè TU, e della cosa che stai osservando.
Accorgiti della automaticità di questi pensieri che provocano dolore.
Questo è ciò che devi cominciare a notare.
Non voler sapere tutto ciò che devi fare da qui in poi…
Per entrare nella tua casa ti basta solo una porta e la consapevolezza di ciò che senti in questo momento è una di queste porte.
Marcello












Grande post Marcello!
Fai dei buoni articoli, pieni di Consapevolezza.Mi rendo conto che le cose sono talmente semplici che a volte uno ci mette una vita proprio per interiorizzare questa semplicità. Se si stacca la mente e si vive il qui e ora ci si rende conto chi siamo veramente.
Buona serata.
ho letto la lettera del tipo sfiduciato ,non può aspettarsi una risposta da dio, la risposta solo lui se la può dare avendo fiducia in se stesso.Lui si deve creare il suo futuro, nessuno glie lo può negare,voglia più bene a se stesso.
Capisco perfettamente quello che dice la persona della lettera. E quando sei nel vortice delle negatività ti viene da pensare negativo e diventa un gatto che si morde la coda, è difficile uscirne fuori.
La vita ti pone davanti dei problemi da superare e tutto questo serve a crescere, ed io ne sò qualcosa. Se si trova la chiave giusta per risolverli senza abbattersi ed essere continuamente negativi, fomentando altresì altra negatività, forse si riesce a superarli. Consiglio alla persona di essere più positiva iniziando già dal suo pensiero e questo le farà attrarre anche persone di quel genere. Guardando il filmato di “The Sercret” che può farsi scaricare da Internet anche in Italiano, può trovare molti giovamenti.
tante sono le persone nelle tua situazione ti consiglio di vedere su you tube Orme.cerca nella meraviglia che Dio ti manda ogni giorno la voglia di vivere con gioia e fortuna .Mia nonna mi diceva ” non chiamare eventi negativi, non ti piangere addosso ,,non cercare di piangerti addosso più dici che sei sfortunato più ciò accadrà,prega per auesto ogni notte prima di dormire “e leggi il libro la profezia di celestino curati con i fiori di bach che costano poco e aiutano tanto e fai corso di reiki per te eper gli altri ti può aitare tanto anche finanziariamente. NAMASTE’ ROSSANA
Lascia perdere la psichiatra fa più male che bene,tutto ciò che devi sapere è dentro di te,non farti ingannare da chi vende funo!Fai del bene senza ottenere nulla in cambio usa la meditazione!
Complimenti all’autore del sito ottimo.