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Divario tra aspettativa e ciò che invece è.

La differenza tra ciò che vuoi e ciò che è. Quando le tue aspettative sono diverse dalla realtà, e se questo succede spesso, allora ti trovi anche frustrato, preoccupato, ansioso, ti senti sfigato, vuoi buttare tutto, senti che la colpa è tutta tua oppure di qualcun altro, della società, di Dio, dei tuoi genitori.

Se invece non ci fossero aspettative? A cosa servono le aspettative?

Molto spesso ci perdiamo nell’aspettativa, vivendo con la sensazione di aver raggiunto ciò che vogliamo.
Si… lo so che mi starai dicendo che questo è il concetto del potere d’attrazione. In fatti lo è.

Ciò che voglio dire invece è che, vivere nell’illusione di aver già ottenuto ciò che vogliamo, ma perdere il passo che adesso stiamo dando per ottenerlo, è altrettanto un errore.

Pianifica, sentiti nello stato di aver già ottenuto ciò che desideri ma, ENTRA nella casa, entra dentro al tuo corpo, scendi dalla tua testa il più che puoi, fa attenzione ad ogni tuo movimento per raggiungere la tua meta.

L’obbiettivo, la meta, non è solo nel futuro, non è soltanto l’aver ottenuto o l’aver fatto ciò che volevi.
Nel futuro c’è una meta secondaria, quella del fatto materiale che vuoi vivere o ottenere.
La obbiettivo primordiale è quello interno, nella profondità del passo che ORA stai dando.

Anziché protrarti verso il futuro, prova una volta ad entrare verticalmente in questo momento.

Se sei confuso o confusa, non preoccuparti, la mente è sempre confusa quando si tratta di abbandonare i pensieri e vivere qui e adesso.

Questo non significa che devi abbandonare ogni progetto che necessita di tempo per essere terminato.
La progettazione è una cosa che si fa ADESSO, basandoci su delle logiche imparate nel passato (in un “adesso” che ricordiamo ora).
Non devi smettere di progettare, di prevedere, di immaginare, di avere aspettative, di sentirti come se avessi già avuto ciò che vuoi.

Vuoi un mio parere sulla legge d’attrazione?
Non è una “americanata”, il libro parla di un argomento vero. La cosa è che si fissa troppo sul vivere “come se avessi già ottenuto ciò che vuoi” ed il mio parere è che omette (oppure da come sottinteso) il fatto che ciò che fai di deve divertire, piacere, lo devi godere, amare, gioire nel momento in cui lo stai facendo e non soltanto usarlo per ottenere qualcosa.

E allora?… come si fa a fare sempre ciò che ti piace?… non è possibile che tutto ciò che devi fare ti debba per forza piacere…no?

Certo che no.
Non ti piace il tuo lavoro perchè “le aspettative” non sono quelle che ti piacciono.
Ok… ci sono 3 cose che puoi fare quando qualcosa non ti piace: 1. abbandonare la situazione, 2. cambiarla se puoi, 3. accettarla per com’è.

1.Abbandonare la situazione: Non sempre abbiamo il coraggio di abbandonare una situazione (che in genere sono relazioni con altre persone) , a volte sofferta, come ad esempio le intolleranze tra colleghi di lavoro, tra moglie e marito o fidanzati, lavorare essendo maltrattati e sottopagati, quando siamo vittima di abusi e maltrattamenti, vittima di accanimento psicologico, ecc.

Di solito, questo tipo di relazioni vengono lasciate in modo sofferto. In modo sofferto perchè non siamo liberi dall’identificazione con quel tipo di storia. Essere con quella persona da anni, aver lavorato in quella ditta da tanto tempo, è sempre una “ragione valida” per rimanerci. Anche se, detto terra terra, non è vero.

Immagina di vivere una di queste situazioni nella tua vita, magari la stai vivendo…
Se la immagini o la stai vivendo, allora sentirai dentro di te un senso di frustrazione che se in questo momento ti guardassi allo specchio, noteresti un cambiamento facciale più o meno così :-( . Ciò che devi fare è continuare a sentire quella frustrazione, in modo consapevole, sentire i sintomi, sentire la sua reazione corporea.
Questo è un allenamento, quello di sentire le emozioni facendo attenzione alla sensazione fisica. Questa cosa si può fare e se pensi di no, allora scrivimi sul SelfSpiritualForum, accendi il fuoco e di la tua.

Vivendo l’emozione consapevolmente, noterai che la tensione interiore scende, cominci a sentire una pace che proviene da dentro di te. La scopri quella pace… la scopri in quel momento in cui vivi l’emozione e scopri che quella pace non l’avevi mai persa ma che era solo coperta da pensieri, concetti, passato, futuro, pregiudizi, aspettative.

Cominci ad essere libero, libera. Senti l’emozione che si espande e a quel punto ti accorgi che l’emozione non era altro che energia, vita intrappolata dentro di te, che a causa della tua resistenza interiore, non poteva fluire liberamente, causandoti così inutile sofferenza.

La sofferenza è sempre inutile non credi?.. oppure, la sofferenza è utile fino a quando capisci che soffrire non serve a nulla… :-)

Adesso puoi essere libero o libera di abbandonare la situazione di cui prima non riuscivi. Ma, se decidi di non lasciarla perchè non è il caso di farlo, allora puoi tentare di cambiarla

2. Cambiare la situazione: per cambiare la situazione, vale il discorso di prima e cioè, dopo aver osservato e vissuto l’emozione svegliata da quella situazione esterna, ti accorgi che hai la mente libera da condizionamenti emotivo, e puoi usarla su ciò che ADESSO puoi fare per iniziare a cambiare qualcosa della situazione presente.

Si dice che i grandi risultati sono composti da piccole mosse vero?.

La voglia che la situazione sia diversa ci fa entrare nell’ansia troppo facilmente, ed è qui che appare la famosa aspettativa ed il divario che c’è tra ciò che è e ciò che vorremmo fosse.

Comincia con sentire quella sensazione d’impotenza e frustrazione. Notala!

Sii il testimone silenzioso, colui che osserva, colui che conosce e non più colui che giudica. In quel modo ti separi dal “casino” interiore e lo osservi da un altra prospettiva. A questo punto non sei più il “casino” sei TU che guarda quel casino (che diventa così staccato da te).

Ricordati che c’è una differenza tra vita e situazioni di vita (o ciò che appare nella tua vita). C’è una differenza tra vita e ciò che succede nella tua vita.

Tutti questi concetti valgono per TUTTO ciò che succede o che appare nella tua vita

3. Accettare ciò che c’è: Se non ti è possibile ne abbandonare la situazione ne cambiarla in questo momento, allora puoi solo accettarla, arrenderti a ciò che è.
Bene, non è proprio così, puoi anche resistere alla situazione, rifiutarla dentro di te, ripudiarla, lamentarti, incolpare tutto e tutti, protestare guardando indietro nel tempo o immaginando un futuro problematico a causa del “problema” che adesso stai vivendo.

Ma se non vuoi creare karma (situazioni che generano altro dolore) allora lo devi fare osservando l’emozione, accettando ciò che è (perchè ormai è) e ciò che è lo devi lasciare essere.
Le differenze tra aspettativa e realtà dei fatti avvengono quando ci ostiniamo a non lasciare ESSERE ciò che è.
Lasciare essere non significa “subire” e rimanere zitti o immobili.
Tieni conto di quanto saggia è la cultura delle arti marziali. Generalmente, combattente che lascia “essere” al suo rivale, usa la forza del rivale per abbatterlo. Non usa, di regola, l’opposizione, non si limita a bloccare i suoi colpi e attaccare. Lascia essere il suo rivale.

Lascia essere e agisci. Accetta, dopo agisci.

L’accettazione non deve essere confusa con la rassegnazione nel dire: «subisco e mi sto zitto», diventando un martire e avendo pena di te stesso.

L’accettazione è lasciare pienamente che ciò che abita dentro di te in questo momento, sia così com’è. Quindi, la amarezza… sentila, gustala dentro di te, lasciala essere.
La frustrazione; sentila e lascia che sia, senti l’energia che vibra dentro di te. La vergogna; osserva la compulsione a voler liberartene di tutti questi sentimenti… anche questo bisogna osservare.

Un abbraccio.

Marcello Cicchini http://www.selfspiritual.com

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2 comments to Divario tra aspettativa e ciò che invece è.

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