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Bisogno disperato di serenità Adesso?...

Come imparare a trovarla in 3 step basilari.
Scaricati l’e-book e ascolta gli audiotraining correlati qui: Impariamo a Trovare Serenità

 Ciao!

L’ingresso alla Serenità si trova proprio nella disperazione. Se puoi esperimentare ansia, preoccupazione, insicurezza, paura o qualunque cosa ti faccia sentire male adesso, allora devo dirti che ti stai avvicinando alla vera gioia più di colui che apparentemente è già più sereno di te.

Comincio con mostrarti come, basato sulle mie esperienze quotidiane che sono la più bella scuola per me.

Tieni conto che:

- Le esperienze sono LEZIONI le quali usualmente perdiamo. Visto che usualmente le perdiamo, le dobbiamo anche RIPETERE.

- Le esperienze hanno due aspetti: l’episodio in se, cioè, il fatto accaduto(fuori da noi) e l’aspetto emozionale, cioè, le emozioni legate all’episodio (dentro di noi).

- Le esperienze non hanno nessun significato se non quello che NOI diamo, abbiamo dato, la società da a ogni singola esperienza. Il fatto in materiale, per così dire, è privo di significato in se per se. C’è un altro meccanismo che assegna il significato alle cose o eventi e questo meccanismo è dentro di noi.

Ok… detto questo ti dico qual è il 1 step per imparare a trovare serenità…

Consapevolezza

 

È molto facile reagire nei confronti di una “azione” esterna perché l’azione esterna o evento provocano emozioni che ci fanno “saltare” e agire e, molte volte, questo agire è automatico, compulsivo. Come sappiamo, spesso questo tipo di agire non da buoni frutti. È un agire ripetitivo, non nuovo e non come dovrebbe essere, cioè, adatto alla situazione, creativo!

Immagina di buttare una palla contro il muro e questa, ovviamente, ritorna a te con una forza più o meno potente a seconda dell’intensità con cui tu l’hai lanciata.

Il muro è l’evento, la palla è la tua attenzione. Quindi, fai “rimbalzare” la tua attenzione facendola ritornare a te, all’interno del tuo corpo, lì dove l’emozione si genera, non appena qualcosa richiama la tua attenzione.

Sii tanto interessato agli eventi quanto a ciò che gli eventi provocano dentro di te. Quando parlo di eventi mi riferisco a situazioni della tua vita, persone con cui hai a che fare, qualche insuccesso, ingiustizie ricevute, notizie viste al telegiornale, malattie, tradimenti, “fregature”,ecc. Insomma, qualsiasi cosa avvenga nel “contenuto” della tua vita.

Tornando a noi… L’evento non ha sostanza, ma la sostanza è in ciò che provi grazie a quell’evento.

Non puoi nemmeno dare la colpa, a questo punto, a nessuno, a nessuna situazione esterna per ciò che provi DENTRO di te. La colpa è di nessuno. Oppure possiamo metterla in questi termini: il significato che, a causa di ripetute esperienze simili, hai dato, è ciò che fa scattare in te delle emozioni sgradevoli (o gradevoli).

Forse ci saranno delle obbiezioni da parte tua del tipo: “Si ma, mica ho voluto io che mi rubassero per l’ennesima volta”, oppure “Non ho scelto io il mio capo”, ecc.

Scusami… in qualsiasi punto della vita sei tu a essere guidato dalla TUA voce interna che ti dice di accettare, rifiutare, essere prudente, di agire con fretta, di procrastinare, che sia giusto incavolarsi oppure no, impegnarti, iniziare un qualcosa di nuovo, di cambiare, di parlare o startene zitto/a, ecc.

Impara a contemplare le tue emozioni e queste ti porteranno lì dove sono i tuoi pensieri inconsci, il tuo “programma” interno, il quale, come un “pilota automatico”, ti guida dove forse non avresti mai scelto di esserci.

Passiamo ora allo step 2: Cosa c’è in superficie?

 

Da alcuni mesi sono impegnato nel dare ascolto alle mie emozioni. Certo che starai pensando che tutti danno ascolto alle proprie emozioni e che sto cominciando a perdere colpi… Qui invece ti mostro cosa intendo dire:

Dare ascolto alle mie emozioni NON significa che seguo tutto ciò che l’emozione mi dice!.

Dare ascolto significa portare l’attenzione a ciò che sta succedendo adesso dentro di me e contemplare, gustare, provare, assimilare l’emozione che sento. 

Si…, avere il coraggio di “provare” le emozioni che non ci piacciono senza voler togliere lo sguardo da esse, senza voler cambiarle, eliminarle, sotterrarle.

Di solito, quando abbiamo un ricordo che ci fa male, automaticamente cerchiamo di dimenticarlo facendo qualcosa che ci distrae.

In superficie, in quel momento, c’è l’emozione. Non cerchiamo di sotterrarla.

Il fatto è che non vediamo l’emozione perché siamo intrattenuti girando intorno al “significato” che per noi ha quella cosa che, dal passato, risveglia quel dolore adesso.

 

Cominciamo a dialogare internamente su quanto quella persona sia stata ingiusta, a immaginare di discutere con quella persona dicendogli le nostre “ragioni”, ecc.

Ok… proviamo adesso a concentrarci sull’emozione, che basicamente, è puramente fisica in quanto è soltanto energia accumulata in quel punto del nostro corpo.

Sapete che la vera intelligenza e la creatività non risiedono nel pensiero?

In situazioni di pericolo, in cui non c’è tempo di mettersi a pensare cosa dobbiamo fare, si attiva un’intelligenza infinitamente più superiore di quella del pensiero. Automaticamente la mente si ferma e da luogo a una reazione fuori dal nostro controllo che tende a salvarci la vita. Cerca di ricordare qualche situazione in cui hai esperimentato proprio quello che ti ho appena descritto.

Ho fatto questa introduzione per dirti che l’emozione è una reazione di ogni cellula del tuo corpo all’energia del pensiero inconscio legato a quell’evento.

Quell’intelligenza di cui ti parlavo, proprio in quel momento, ti sta mostrando un “programma” in azione.

Quando si presenta una situazione o persona che fa svegliare una certa sensazione di dispiacere, potresti pensare che in questo caso il tuo “programma” funzione bene perché ti sta avvisando che è meglio non fidarsi MA… il fatto è che è stato proprio il tuo “programma” o struttura mentale a portarti lì, proprio di fronte a quella situazione o persona per cui hai sentito quell’emozione spiacevole. In questo caso le tue diffidenze legate a quell’episodio non sono la soluzione ma sono invece la causa per cui sei davanti a quella esperienza.

 

Adesso passiamo al terzo step: Accompagnare l’emozione

 

La osservi, la segui, gli fai compagnia, guardandola, individuando l’area in cui si muove nel tuo corpo.

E’ fondamentale tenere conto di una cosa moooolto importante, cioè, non bisogna giudicare ciò che sentiamo come malo, terrificante, disgustoso, angosciante, vergognoso, ecc. Sono questi aggettivi a generarti dolore e non la reazione del corpo in se.

Quando osservi l’emozione senza “etichettare”, il dolore emozionale scompare, svanisce, e senti l’energia espandersi dentro il tuo corpo, facendoti un po di solletico, per poi fluire liberamente.

Ma se ti “scappa” un giudizio, non c’è problema… Osserva come la tua mente, “la vocina interiore” automaticamente si innalza e dice la sua, giudicando gli eventi(che sono privi di significato).

Facciamo un esempio: Giornata caldissima… tu sei il proprietario di uno stabilimento balneare, che a causa di questo bel tempo, ti stai arricchendo perché le persone sono tutte lì al mare da te. Adesso sei uno che lavora sotto allo stesso sole di prima e non ha altra scelta che dedicarsi a zappare la terra a mano. Ma adesso sei uno che, nel suo soggiorno con aria condizionata, di quella giornata di cui sopra, non sente “ne caldo ne freddo” e si dedica al suo hobby preferito, drink in mano.

Dalla stessa condizione esteriore puoi provare tre interpretazioni diverse, significati diversi legati a emozioni diverse.

La giornata calda non ha nessun significato definitivo o assoluto.

 

Ricordati:

- il significato è dentro di te e tutti questi aggettivi elencati prima sono il significato per te.

- quando sei cosciente di ciò che si muove dentro di te, inizi a guarire, inizia la libertà interiore.

- il peggior nemico della serenità è dentro di noi.

Marcello Cicchini.

http://www.selfspiritual.com

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