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Emozioni: riflesso di strutture mentali nel corpo

Voglio condividere con te qualcosa che è alla base del raggiungimento di quella profondità che siamo.
Siamo sicuri che non possiamo portare sempre alla coscienza ciò che è incosciente in noi. Sappiamo che circa l’88 per cento della nostra attività mentale è inconscia. Quindi possiamo dire che in quella proporzione le nostre attitudini sono altrettanto incoscienti.
Quante cose facciamo, anche dannose, in modo automatico senza avere possibilità di scelta?
Come dicevo prima non possiamo essere coscienti del cento per cento delle attività mentali, delle strutture che vanno in funzione automaticamente.
Una cosa possiamo fare, osservare le nostre emozioni.
Una emozione è la risposta fisica alla mente. È una reazione del corpo alla struttura mentale che sta “lavorando” in quel momento. Sicuramente starai pensando che ho scoperto l’acqua calda vero?… eppure ti dico che questa verità viene ignorata, ignorando il fatto che, rendendo consapevole l’emozione, rendiamo consapevole anche la struttura mentale che ci “regola”.

Comincia a considerare le emozioni come degli indicatori che ci dicono cosa sta succedendo in quel momento nel nostro subconscio.
Prendi come abitudine portare la tua attenzione all’interno del tuo corpo, nel posto in cui senti che si produce l’emozione. Rimani lì ad osservare.
Facendo questo non fai altro che togliere energia alla mente, a quello schema mentale che produce quell’emozione.
Con ciò non stiamo girando la testa al problema, anzi… lo stiamo osservando.
Quando ero più giovane mi facevo problemi per mille cose che adesso considero “sciocchezze”. Per me in quel momento erano un problema quelle che adesso considero cose senza importanza.
Capita così con chi è eccessivamente timido e non riesce a parlare con scioltezza con uno sconosciuto, pensando che chi lo ascolta sta lì a giudicare ogni sua espressione e parola.. Rispetto a chi non è timido questa persona sicuramente si fa dei problemi quando effettivamente questi problemi non esistono.
Ora… il timido ha emozioni che lo bloccano. Non è la presenza del estraneo che lo fa sentire a disaggio ma la sua struttura mentale. Tanti altri al suo posto, in presenza della stessa persona estranea si trovano bene senza nessun problema.
Se il timido osservasse la sua timidezza senza giudicarla, proverebbe un distacco tra quell’emozione e i suoi pensieri.
Quindi, qualunque emozione hai, apri uno spazio interiore portando in quel momento la tua attenzione all’emozione stessa.
Non aspettare al prossimo momento per osservare le tue emozione. Fallo adesso!.

Marcello Cicchini (fonte : “Il potere di adesso” di Eckhart Tolle)

http://www.selfspiritual.com

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